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Come scegliere un buon maestro? 10 trucchi per selezionare il percorso formativo più adatto a te

Il primo articolo che scrivo nello spazio che Aldo mi offre (e lo ringrazio), deve necessariamente focalizzarsi sul tema del Maestro, quello con la M maiuscola. Aldo è infatti per me un Maestro, e sono stato fortunato a incrociarlo lungo il cammino.

di Riccardo Pirazzoli*

Come si fa a selezionare un buon Maestro? 
Viviamo in un'epoca dove tutti si professano esperti di qualcosa e vendono i loro magici trucchi per risolvere qualunque problema lavorativo e professionale.
Li chiamo facce da Guru…
Sono ottimi venditori, ma rischiano di deludere chi ha esigenze formative concrete.
Sapersi vendere non significa essere buoni maestri.
Ecco qualche spunto per scegliere il percorso formativo più adatto, quindi un buon Maestro. 

  1. CON QUANTE AZIENDE HA LAVORATO?

Leggi il CV del candidato Maestro per capire quante aziende lo hanno già testato, e per quanto tempo. Confrontarsi con il mondo aziendale è infatti un campo di prova importante per un formatore. Le aziende infatti competono tutti i giorni con altri competitors e quindi devono affidarsi a professionisti di valore. Non hanno tempo da sprecare con ciarlatani! Chi lavora solo in enti professionali, master o istituti di formazione sta sempre davanti alle lavagne, ma non si confronta mai con il mercato. 

  1. HA LAVORATO IN SETTORI DIVERSI?

Se cerchi una formazione molto settoriale (vuoi migliorare le tue hard skills), diffida dai tuttologi: scegli un tecnico, cioè chi ha competenze specifiche nel tema che ti interessa. Se vuoi invece ampliare la tua visione del mondo (vuoi ampliare le tue soft skills), scegli un intellettuale, cioè chi ha strumenti formativi applicabili in settori diversi.  

  1. ENTI DI FORMAZIONE: QUALI?

Gli enti di formazione NON sono tutti uguali. Alcuni sono carrozzoni zeppi di burocrati che cercano di accaparrarsi finanziamenti con cui creare percorsi formativi. Questi sono facilmente riempibili, perché gli utenti non pagano. Si tende quindi a offrire corsi molto standardizzati e orientati a una platea molto ampia. Chi lavora solo in questi contesti, ha un livello formativo poco aggiornato e tendenzialmente basso. Altri enti invece creano corsi a mercato. Partono solo se gli enti sanno riempirli. Per riuscirci, l'offerta deve essere di maggiore qualità, altrimenti gli utenti sceglierebbero i corsi gratuiti. Chi fa il formatore in questi percorsi quindi deve avere competenze sulle tematiche più innovative.  

  1. SPECIFICO O GENERICO?

Se state valutando di partecipare ad un Master o a un percorso professionale in un ente, leggete anche i programmi dei corsi che non vi interessano e cercate di capire chi è il docente. Valutare l'intero corpo docente permette di capire:
- se è composto da tecnici o intellettuali 
- quali esperienze professionali hanno i docenti.
Le facce da Guru replicano sempre gli stessi programmi, molto generici. I veri esperti sanno declinare le loro competenze nel vostro contesto. 

  1. COSA HA SCRITTO?

Molte case editrici ormai, pur di avere un catalogo zeppo di titoli, permettono a fuffaroli di professione di fregiarsi del titolo di “autore”! Selezionate chi ha pubblicazioni di valore (Franco Angeli, Hoepli, Il Mulino), meglio se accademiche (visitate il sito sciencedirect, vero oracolo della scienza, e verificate se ha titoli pubblicati) o su case editrici serie. 

  1. CHI HA SCRITTO DI LUI/LEI?

Diffidate dai publi-redazionali! Alcuni giornali o magazine offrono a pagamento la possibilità di scrivere articoli celebrativi in cui si afferma che la nostra faccia da GURU guadagna 20.000 € e vive in una villa a Miami. Così come è preferibile selezionare la casa editrice, altrettanto è necessario valutare la testata che ha pubblicato qualche articolo sul candidato maestro.  

  1. COME USARE LINKEDIN?

Molte di queste informazioni sono ricavabili navigando sul profilo LinkedIn. I professionisti seri ricevono molte recensioni da parte di chi ha lavorato con lui/lei. Le trovate nelle sezioni: Competenze e conferme e Segnalazioni. Leggetele e diffidate dalle agiografie troppo spinte! Valutate i contenuti pubblicati dal candidato Maestro: vi piacciono? Vi interessano? Vi sentite affini al suo stile comunicativo? 

  1. TITOLI: QUALI?

Aver conseguito una laurea 20 anni fa NON significa molto. Quali altri titoli ha conseguito negli ultimi anni? Ha un percorso accademico oltre che professionale? Tendenzialmente, chi lavora nelle università dovrebbe essere costantemente aggiornato sulle materie che appartengono al suo settore disciplinare. 

  1. QUALE STILE COMUNICATIVO HA?

Domandati: come comunica? Quale è l'epoca in cui l'umanità ha avuto a disposizione più mezzi di comunicazione? Questa! Tuttavia, quale è l'epoca in cui l'umanità ha comunicato meno? Questa… Ci sono grandissimi esperti che non riesco a condividere il loro sapere perché hanno stili di comunicazione inadatti a trasmettere le loro competenze. Se il candidato maestro NON sa comunicare, ti annoierà. Se ti annoierai, non imparerai. Naviga sui social e troverai immagini e video che ti consentirà di capire come comunica. Tornando a LinkedIn, chi non pubblica mai contenuti originali difficilmente è un buon comunicatore.  

  1. SEGUI IL TUO CUORE!

Ma come? NON dovrei seguire la testa? Sì, ma il rapporto docente-discente è soprattutto emotivo. Insegnare significa “lasciare un segno in”: chi ti forma, incide qualcosa dentro di te. Ti faresti mai segnare da qualcuno di sgradevole? Educare significa “condurre a, allevare”. Chi sceglieresti come guida? Un venditore di fumo che ti condurrà nel posto sbagliato, o un solido condottiero che ti consentirà di conquistare ciò che sogni?  

Buon viaggio.
Qualunque sia la destinazione dei tuoi sogni, che tu possa essere accompagnato dal Maestro giusto...



*Docente e consulente di comunicazione e marketing, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., https://riccardopirazzoli.wordpress.com/, linkedin.com/in/riccardopirazzoli

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