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Riflessioni di una psicologa che vorrebbe diventare un gatto

Mi sono sempre piaciuti gli animali e fin da piccola sono stata portata istintivamente ad amarli. "Se dovessi scegliere un suono fondamentale per la pace, voterei per le fusa” dice in una sua frase B.D. Diamond ed io sono perfettamente d’accordo con lui. Ottaviano Augusto, Maometto, Petrarca, Leonardo Da Vinci, Newton, le sorelle Brontë, Churchill, Lincoln, J.F. Kennedy, Hemingway, Matisse, Picasso, Bukowski, Freddie Mercury e chissà quanti altri.

di Vanessa Scamporlino*

I gatti, con le loro movenze regali, il carattere misterioso, la natura curiosa e indipendente, hanno nei secoli conquistato la simpatia di re e regine, letterati, artisti, attori e politici oltre che a una gran parte di comuni mortali! Oggi, oltre ad essere diventati dei veri e propri “influencer”, sui social network si perde il conto dei buffissimi video e post a loro dedicati. Sarò di parte ma… i gatti sono animali straordinari e incredibilmente curiosi, non a caso si dice “la curiosità uccise il gatto!”

Per chi possiede un gatto si sarà chiesto qualche volta: perché ci fissano, quasi immobili, durante i nostri momenti intimi? Quando ci si spoglia, ci si fa una doccia, si va in bagno, o si fa all’amore. Ci si può puntare il dito sul fatto che il gatto ha un gusto pronunciato per la routine, ma anche sul fatto che è giusto un po' narcisista ed è per questo che sa come e quando tornare al centro dell’attenzione. Forse, in fondo come l'uomo, ha un istinto atavico di essere un voyeur (nel senso non patologico del termine). Alle volte gli può bastare stare lì immobile solo per il gusto di essere presente, altre volte, ci avrete sicuramente fatto caso, se avete un gatto, se l’attenzione è diretta sul computer, su un libro, sul telefono, sul fare un puzzle, il gatto guarda caso viene e si accianbella esattamente lì, su di noi o direttamente sul “dispositivo”. Trovo questo estremamente esilarante!!!

Ed a proposito di routine, i gatti amano le abitudini e ogni giorno vi dedicano un tempo ben preciso. Si può imparare a fare lo stesso con le proprie passioni (come lo sport o il volontariato), ma anche sul lavoro. Ritualizzare le attività produttive e/o piacevoli può far sentire immediatamente gratificato.

Amano le coccole e sanno essere estremamente dolci sebbene sempre con quella sorta di aria da conquistatore del mondo. Ed è vero, ammettiamolo, amano l’indipendenza, che spesso viene scambiata per egoismo, ma in realtà tengono semplicemente ai propri spazi. In fondo, il loro comportamento ambivalente e “confuso” alle volte è molto simile a quello di noi umani. Non credete? Sbaglia chi dice che un gatto non è affettuoso: lo è, ma in maniera empatica e delicata. Nei momenti topici lui c’è: con le sue fusa e i suoi strusciamenti, riesce a confortare e far sentire in pace il suo amico umano. Anche voi potete fare lo stesso con i vostri cari: niente fusa, ma presenza e affetto quando servono davvero.
Al contrario di quello che comunemente si pensa, sono in grado si instaurare un legame di fedeltà profonda e di affezionarsi a chi si prendere cura di loro, lo dice la scienza. Anche i gatti hanno un cuore! Per dirla alla Bowlby, proprio come fanno i neonati, i gatti sono capaci di sviluppare un attaccamento di tipo sicuro; modello di sé positivo, umani o animali che siano.

Esplora l'ambiente circostante con la quale interagisce perché, per un gatto, qualsiasi cosa è da scoprire e sa fare ritorno alla sua base sicura quando necessario, arruffianandosi. Vicini ma non troppo, lontani ma non troppo come i ricci di Schopenhauer.

Questo periodo di quarantena sta inevitabilmente mettendo le persone maggiormente in contatto con se stesse e con i loro amici pelosi. Dice Joseph Mery che “Dio ha creato il gatto per procurare all'uomo la gioia di accarezzare la tigre”. Tutti gli amanti dei gatti avranno guardato almeno una volta il loro micio dormire in modo angelico negli angolini più comodi di casa o passare placidamente ore ad osservare quel che succede oltre ai vetri della finestra o semplicemente seduto, come se meditasse e avranno pensato quasi in forma invidiosa "Che bello sarebbe poter vivere come loro!?" o esclamare “Che vita da gatti!” Rituali che ricordando la mindfulness tanto di moda ora. Anche noi, come loro, dovremmo dedicare tempo e spazio alla riflessione per liberarci dallo stress. Beh e allora, perché non farlo? Come godersi la vita prendendo esempio da loro?

Forse dovremmo imparare a vivere come loro oltre che con loro. Osservate, sbadigliate e tornate a pisolare, giocate fino a sfinirvi, ignorate le cose non importanti, snobbate i fastidi e crogiolatevi al calduccio in questi giorni di finta primavera!!! Lo stress, la frustrazione tipica della vita quotidiana spesso non ci fa apprezzare la meraviglia delle piccole cose. I gatti vivono di calma. Prendiamo esempio da questi meravigliosi animali, spesso la ricetta della felicità l’abbiamo sotto gli occhi. È proprio il caso di dire dentro casa e non la “sfruttiamo”! Sedetevi accanto ad uno di loro, osservatelo, accarezzatelo, godetene le fusa, giocate insieme, mostrate rispetto socchiudendo gli occhi mentre vi guardate a vicenda, assaporate ogni suo movimento fluido e rilassato, ma anche quelli più energici e scattanti tipici dei felini… Vi sentirete subito meglio. Provare per credere!

Ma c’è una cosa che dovremmo più di tutte imparare dai gatti: imparare a guardare i propri bisogni e soddisfarli (quando possibile) con congruenza, autenticità e libertà. I gatti si sentono liberi di fare assolutamente quello che vogliono: dormono quando hanno sonno, mangiano quando hanno fame o comunque non ci pensano due volte a “chiederlo”, ottengono tutte le attenzioni quando lo desiderano e giocano, anche da soli, quando ne hanno voglia. Sono loro a gestire il loro benessere. Noi, invece, cerchiamo di combattere il sonno al lavoro, mangiamo meno di quello che vogliamo per paura di ingrassare, e così via. Si tratta di una grande lezione da imparare: quando si ha bisogno di qualcosa si dovrebbe far sentire la propria voce. Se dopo averlo chiesto “insistentemente” non si ottiene nulla... Beh, è ora di sbrigarsela da soli! Dal gatto possiamo imparare che il relax, il pisolino, il trascorrere del tempo al dolce far nulla sono dei momenti sacri, propedeutici al benessere e spesso anche paradossalmente alla produttività.

Da loro possiamo anche imparare ad essere pazienti, imparare a dire nel giusto modo “no” e quindi ad essere assertivi e a cambiare prospettiva.

Quando un gatto non riesce a raggiungere un oggetto in una posizione, prova a farlo in tutte le altre. In altre parole, cambia prospettiva per risolvere un problema. Perché dunque ostinarsi a fare una cosa allo stesso modo se i risultati non arrivano? Cambiare modo di farlo e riuscire a portare a termine molti più obiettivi, è un beneficio per l’autostima.

Possiamo imparare ad essere coerenti con noi stessi, a curare il nostro aspetto fisico (i gatti sono maestri di cura di sé dato che passano gran parte della giornata a leccarsi), a dedicare del tempo allo sport; avete presente i gatti in preda a un raptus di gioco, pieni di energie, saltellanti, pronti a scattare e fare agguati?

Che dire del gestire l’appetito? I gatti (quasi tutti, il mio Charlie no), così come gli animali in generale, sono bravi in questo. Dovremmo imparare a sentire in bisogno della fame e soddisfare in modo equilibrato il senso di appetito. Insomma tutto sommato non possiamo che apprendere una vita di qualità!

Tra le altre cose che imparo quotidianamente osservando i miei gatti c’è proprio l’inesorabile bisogno di avere degli spazi personali e la spontaneità e la genuinità nell’essere grati. Bello condividere, ma a volte serve anche un proprio angolino intimo. Come insegna il gatto, che sceglie sempre i migliori: caldi d’inverno, freschi in estate. Si può imparare a ritagliarsi in casa uno spazio che sia solo proprio. Quando il gatto è felice non lo nasconde, e così allo stesso modo possiamo fare noi: quando siamo di buon umore possiamo “aumentare” le volte in cui diciamo "grazie", sorridere più spesso e essere più cortesi. Questo farà bene allo spirito, prolungherà la durata del buon umore e dimostrerà quante cose si ottengono più facilmente quando lo si fa con il sorriso.
Noi umani in troppe occasioni non possiamo fare quello che vorremmo, o meglio, non sappiamo essere quello che vorremmo. Prendere esempio da loro non può che migliorarci ed aiuta a conoscerci meglio. Spesso un gatto può rivelare molto sulla propria personalità: diversi studi psicologici sostengono che chi sceglie la compagnia di un gatto sia più introverso, sensibile, anticonformista e affidabile. Vi ci ritrovate? Freud disse che “il tempo passato con i gatti non è mai tempo perso”. In realtà il nostro caro Sigmund non ha mai posseduto un gatto e chissà, magari la psicanalisi avrebbe preso sin dall’inizio un’altra piega.

Trascorrere del tempo con il nostro gatto può essere considerata una sorta di terapia del benessere psicologico, è questo che alcuni dicono. Questi felini domestici pare che abbiano un forte potere sulla psiche tanto che in diversi Paesi del mondo (ormai anche in Italia) si sta diffondendo una vera e propria cultura mediante la quale vengono dedicati dei luoghi come bar/sale relax dove poter trascorrere momenti tranquilli magari leggendo un libro in loro compagnia, accarezzandoli e godendo di quel suono affascinante delle fusa lontano dalla vita metropolitana, ovviamente se saranno loro a scegliere di farsi coccolare. Sembra proprio di immaginarla quella famosa vignetta dei due topini solo che i protagonisti adesso sono sempre e ancora loro.

<<Cosa facciamo questa sera, Micio?>>
<< Quello che facciamo tutte le sere, tentare di conquistare il mondo!>>

Secondo alcune ricerche, stare con i gatti può avere un vero e proprio potere curativo. Uno studio eseguito in 10 anni dall’Università del Minnesota ha svelato come i proprietari dei gatti riducano del 40% il rischio di subire una patologia cardiaca. Avere un micio non è mai stato così vantaggioso! Accarezzare il manto di queste tigri domestiche, è un gesto che aiuta il cervello a produrre endorfine, a migliorare il sistema circolatorio e soprattutto ad esprimere l’affetto. Il “rumore” delle fusa da loro magicamente emesso aiuta a ridurre l’energia negativa, a regolare lo stress e a ridurre gli stati psicologici legati all’ansia e alla depressione. Migliorano i sintomi dell’ Alzheimer, autismo e ADHD e a proposito dei più piccoli … aiuta a renderli più responsabili.

I nostri amici a quattro zampe ci insegnano a vivere un rapporto immediato: hic et nunc - qui e ora.
Non ci fanno pensare al futuro, ma ci fanno concentrare sull’adesso. Oggigiorno, quando parliamo con parenti e amici non facciamo altro che affrontare irrimediabilmente un unico tema, quello del Covid-19. Con l’amico a quattro zampe questo non accade, per ovvie ragioni penserete! Il legame con loro funge da protezione mentale, tanto importante nei momenti di fragilità e vulnerabilità. È una legame emotivo reciproco, spontaneo, genuino, che aumenta la nostra resilienza. Inoltre, importanti studi evidenziano come la salute mentale abbia tra gli elementi significativi il contatto con la natura e il rapporto con gli animali che sarà fondamentale specie quando dovremo tornare alla normalità. Non a caso, tra le attività da fare a casa in questi giorni di quarantena per il Coronavirus molte riviste indicano quella di stare e giocare con i propri animali domestici (oltre ad avere la scusa di portarlo fuori nel caso del cane)!

Se avete un animale domestico non vi sentirete sicuramente soli. La compagnia di un amico fidato che sarà sempre nei dintorni vi porterà a non percepire quel senso di vuoto che può accompagnare alcuni momenti. Se già un gatto (è vero, anche il cane) trasforma il ritorno in una casa vuota, in un ritorno a casa, ora che potete dedicargli più tempo, fatelo. Just do it! Ne sarete felici… entrambi.

Ispirandosi al loro stile di vita e copiando alcune loro abitudini, provando a trasporle nella vita di tutti i giorni (cosa non sempre facile), forse non si diventerà zen quanto un gatto, ma ci si potrà sorprendere di quanto sia benefico e divertente vivere come loro.

dedicato A Chili e a Charlie per il semplice fatto di esistere

 

* Vanessa Scamporlino, psicologa e psicoterapeuta rogersiana, Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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