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Il terapeuta tra non direttività e congruenza

Carl Rogers fu fondatore della Psicologia Umanistica, che pone le sue radici nel valutare positivamente le risorse e le potenzialità presenti in ogni individuo. Egli fu il primo a considerare la natura umana come una capacità innata volta al raggiungimento e al mantenimento di salute e di autoregolazione.

di Michela Neri*

 

Rogers postula due "strutture" o processi: l'esperienza organismica e il sé. L'esperienza si riferisce a qualsiasi cosa che è potenzialmente disponibile per la consapevolezza che si verifica all'interno dell'organismo ad ogni dato momento. Questa esperienza include sia processi consci (simbolizzati), sia processi inconsci (non simbolizzati). L'esperienza organismica, dunque, include tutte le esperienze sensoriali consce ed inconsce.
Il sé si riferisce a quella parte dell'esperienza organismica che si differenzia e che contiene il senso di "io" e di "me". La differenziazione si riferisce alle percezioni di "io" o "non io" e a quelle di "me" o "non me".
Rogers descrive due tipi di differenziazione, uno che include l'identificazione di se stessi come esseri fisici differenti da altre entità fisiche. Per esempio, il bambino che succhia alternativamente il proprio pollice e il seno della madre, impara presto che il pollice è "me" mentre il seno è "non me". Questa differenziazione fisica ha luogo presumibilmente molto presto nella vita ed è non-verbale.
Un secondo tipo di differenziazione ha luogo internamente. Il processo è simile a quello appena descritto. Di conseguenza, alcune esperienze organismiche vengono identificate come "io" e "me"; altre sono relegate al non conscio, al "non io" e al "non me". Prendiamo ad esempio il bambino a cui viene detto "I bambini forti non piangono!". L'esperienza organismica collegata alla rabbia si identifica come "me", mentre quelle della tristezza e del dolore si identificano come "non me".
In sintesi, le due strutture o processi basilari nell'approccio centrato sulla persona di Rogers sono l'esperienza organismica e il sé. Dal momento che il sé deriva dall'esperienza organismica, quest'ultima è al contempo fondamentale e primaria.

La terapia e il terapeuta
Egli ha operato una sistematizzazione, sia della sua grande esperienza di psicologo clinico, sia delle ricerche effettuate negli Stati Uniti da psicologi dell'approccio non direttivo.
Validando scientificamente l’importanza della qualità della relazione, dato a tutt'oggi confermato dalle ricerche sull’efficacia della psicoterapia di ogni paradigma, Rogers ha dimostrato che "mettere la persona al centro" non è solo applicare buon senso e cuore; è anche e soprattutto fare buona scienza.
Rogers influenzò non solo la psicoterapia ma tutti i campi delle relazioni di aiuto a spostarsi da una visione focalizzata sulla ricerca dell'origine dei problemi ad una focalizzata sulla facilitazione dello sviluppo dell’innato potenziale umano di autoregolazione e risoluzione dei problemi.
Ha avuto intuizioni successivamente confermate dalle neuroscienze quali l’importanza dell’empatia, oggi ritenuta capacità adattiva negli umani o dalle ricerche sui neuroni specchio.

Promosse una riflessione profonda:
Chiediamoci se come esponenti delle professioni di aiuto siamo noi parte della soluzione oppure senza volerlo e saperlo rischiamo talvolta di divenire parte del problema?

Dagli studi fatti risulta che uno psicoterapeuta, indipendentemente dalla tecnica adottata, per essere veramente efficace deve avere sviluppate le seguenti capacità:

A) COMPRENSIONE EMPATICA: ovvero la capacità di ascoltare il vissuto del cliente, provando così i sentimenti esperiti da questa persona e riflettendogli tale comprensione;
B) ACCETTAZIONE POSITIVA INCONDIZIONATA: una volta effettuato un buon ascolto empatico sarà utile per il terapeuta avere un atteggiamento non giudicante nei confronti dei vissuti e dei sentimenti venuti alla luce;
C) CONGRUENZA: il terapeuta dovrà essere sempre presente a se stesso, essere a contatto con ciò che sente e resistere ai tentativi di manipolazione, tenendo ben presente quali sono le sue funzioni e il suo ruolo.

Queste sono gli strumenti che il terapeuta rogersiano deve possedere e sviluppare la cui efficacia, se usati in maniera rigorosa e corretta, è riconosciuta da numerosi lavori scientifici pubblicati negli Stati Uniti e dall'esperienza di numerosi psicoterapeuti.
Per Rogers, ogni individuo possiede una "TENDENZA ATTUALIZZANTE" che spinge verso la crescita l'auto-organizzazione e la realizzazione dell'individuo . Il concetto di tendenza attualizzante è centrale; da esso egli sviluppa la sua teoria della personalità: "L'operazione della tendenza attualizzante ha per effetto il dirigere lo sviluppo dell'"organismo" nel senso dell'autonomia e dell"'unità"; ciò in un senso opposto a quello dell'eteronomia che risulta dalle sottomissioni alle vicissitudini dell'azione delle forze esterne".
Vi è in Rogers una grande fiducia nella capacità della persona di trovare dentro di se le motivazioni e la forza per superare una situazione difficili e per riorganizzare in maniera costruttiva le proprie esperienze. Lo psicoterapeuta deve solo facilitare questo processo, così permetterà la creazione di un ambiente che favorirà il cambiamento.
Infatti la comprensione empatica, l'accettazione incondizionata positiva e la congruenza, sono le "tre condizioni necessarie e sufficienti" per sciogliere i vincoli delle difese che bloccano la tendenza attualizzante, e impediscono all'individuo di rendere fruibili parti del proprio sé per la sua crescita personale.

Nel processo di psicoterapia, Rogers descrive le diverse dimensioni di crescita: apertura all'esperienza, locus di valutazione interno, sperimentare se stessi come soggetti e non come oggetti, volontà di essere un processo e fiducia nel proprio organismo. Le sue discussioni suggeriscono che la fiducia nel proprio organismo è il processo, centrale e generico che include tutte le altre.
Poiché tutti gli organismi esistono in un continuo processo di cambiamento, la fiducia nel proprio organismo indica la volontà di essere un processo e si sperimenta se stessi come soggetti non come oggetti. Fidarsi del proprio organismo è l'esperienza.
“Vedo risultati costruttivi in terapia (…) possibili solo in termini dell'individuo umano che è arrivato a dare fiducia alle proprie direzioni interiori, e la cui consapevolezza è parte integrante del processo naturale del suo funzionamento organico (...) il funzionamento dell'individuo psicologicamente maturo è simile per molti versi a quello del bambino, ad eccezione del fatto che il processo fluido dell'esperienza ha più campo d'azione e una portata maggiore, e l'individuo maturo, come il bambino, ha fiducia e usa la saggezza del suo organismo con la differenza che lo fa in modo consapevole”.
Il terapeuta, quindi, non è l’esperto che consiglia il cliente, ma è un co-protagonista del percorso terapeutico, sostiene, seguendo, il cliente stesso in una relazione il più possibile paritaria. A tale proposito si parla infatti di «cliente» e non di «paziente», in quanto il concetto di «paziente» implica di per sé che ci sia una patologia e non una persona.
Nell’approccio rogersiano, il terapeuta e il cliente sono due persone e l’incontro avviene «da persona a persona». La terapia stessa è stata infatti definita per questo motivo «non direttiva», pur mantenendo un proprio sviluppo e una direzionalità. È un percorso che si realizza a partire da una condizione di sofferenza e rigidità di pensiero ed emotiva del cliente per giungere a una condizione di flessibilità e di capacità di cogliere la propria esperienza.


Bibliografia

Alberto Zucconi, dalla prefazione del libro Rogers, C. R. e Russel, D. E. ( 2002). Carl Rogers. The quiet revolutionary. Trad. it. Carl Rogers: Un rivoluzionario silenzioso. La meridiana Bari, 2006.

La psicoterapia centrata sulla persona Nathalien J. RASKIN e Carl R. ROGERS ACP-Studi Rogersiani

Rogers C.R., Kinget M. C. (1966)

Rogers, C.R. La psicoterapia centrata sul cliente (1980)

Rogers, C.R. Da persona a persona (1961)

Rogers, C.R. Potere personale (1977)

Rogers, C.R. Un modo di essere (1980)

 

* Michela Neri, Psicoterapeuta, Studio Spazio LILAC Forlì, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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